5 Libri consigliati per te! Marzo 2020

Cosa è in tuo potere oggi? Che cosa è tua responsabilità?
Forse è in tuo potere la scelta di come spendere questa giornata ed ecco
 titoli che voglio consigliarti questo mese 🙂

‘La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola’ di Raphaëlle Giordano, fa per te se le giornate scorrono tutte uguali, senza che tu riesca a trarre piacere da ciò che ti circonda.

Guardando la copertina si potrebbe pensare a una ‘storiella frivola’ ma non è così. Raphaelle Giordano – scrittrice, artista, pittrice, coach di creatività – ha messo insieme un manuale per ritrovare il pensiero positivo nella vita di tutti i giorni.

Come rendere un manuale digeribile da tutti? Inserendolo in una storia in cui potersi rispecchiare molto facilmente.

La vita della protagonista Camille non ha niente che non vada, possiamo definirla stabile, tra famiglia e lavoro. E allora cos’è quella scontentezza che l’accompagna?

Come mai non riesce più a trovare felicità nelle piccole cose?

Nella sua vita si affaccia Claude, un terapeuta bizzarro che la guiderà passo per passo nel mettere in pratica esercizi quotidiani, che saranno in grado di modificare l’approccio alla realtà di Camille.

Lavorando sulle proprie fragilità, mettendosi a nudo senza filtri, è possibile ritrovare quell’essenza della vita che pulsa dentro di noi. Così, anche in una società perennemente in corsa, ritroveremo la strada per godere della bellezza che abbiamo intorno, che spesso non riusciamo più a vedere.

“Rifiutare questa realtà comporta solo un’accentuazione del malessere. È la ragione per cui i saggi si allenano ad agire su ciò che possono influenzare: non il corso degli eventi indipendenti da loro, bensì il loro modo di viverli”.

 

Click here to subscribe

‘L’uomo in cerca di senso’ di Viktor Frankl, da leggere se vuoi capire una volta per tutte quanto sia possibile lavorare sul nostro atteggiamento, anche nelle condizioni più estreme.

Frankl era uno psichiatra con una storia davvero particolare alle spalle: fu deportato nel settembre del 1942 a Theresienstadt, in Boemia, per poi essere trasferito ad Auschwitz, a Kaufering III e quindi a Türkheim.

Scampò alla morte ma perse le persone più care. E, una volta rientrato a Vienna, dettò in soli sette giorni le sue memorie, da cui poi è nato questo libro.

Parliamo di un testo scritto nel 1946 ma ancora in grado di scuotere profondamente chi lo legge. Il motivo non è da ricercare nella parte che descrive le esperienze estreme vissute nei campi di concentramento, ma nel significato profondo che quest’uomo è stato in grado di trovare anche all’interno di uno scenario capace di far perdere ogni traccia di positività e – si può dire – umanità a molte persone.

Il messaggio cardine è che la vita vale la pena di essere vissuta in qualunque situazione e che l’essere umano è sempre capace di “mutare una tragedia personale in un trionfo”.

Secondo Frankl, nella vita il significato si trova in tre modi: attraverso il lavoro, attraverso l’amore, attraverso la sofferenza. Quest’ultima è inevitabile, è parte integrante dell’esperienza del vivere e come tale va accettata e trasformata in opportunità.

“Se c’è un significato nella vita, allora deve esserci un significato nella sofferenza . La sofferenza, in qualche modo, fa parte della vita – proprio come il destino e la morte. Solo con miseria e morte, l’esistenza umana è completa!”.

Sicuramente e per fortuna non possiamo identificarci con le esperienze vissute dall’autore, ma possiamo certamente realizzare chi possiamo diventare nonostante le difficoltà che la vita ci mette sul piatto.

‘Puoi dire addio al sonno – Cosa significa diventare madre’ di Rachel Cusk – leggilo se stai aspettando un figlio, se sei una neomamma o se ancora non hai figli ma ti stai interrogando sulla maternità.

Sul diventare madre ci sono libri e manuali di ogni tipo, dai più rassicuranti sulle nostre ‘abilità innate’ fino a quelli più divertenti, che comunque cercano un lato comico anche nelle situazioni più dure.

Questo libro lo collocherei in una categoria a parte: è ironico questo sì, ma anche spietatamente realistico. Nessuna traccia di quella che dovrebbe essere la madre dell’immaginario comune e, per una volta, la madre è davvero al centro e non il bambino.

Il titolo originale – ‘A life’s work’ – penso che renda molto meglio l’idea. Perché essere madre per Rachel Cusk (una delle maggiori scrittrici inglesi contemporanee) è un vero e proprio lavoro che ci accompagnerà fino alla fine.

Il nocciolo del libro è l’interrogarsi sulla mutazione da ‘donna’ a ‘mamma’, che se biologicamente è ‘naturale’ e culturalmente scontata, si traduce nella realtà in uno stravolgimento totale della vita e dell’identità di una donna.

In particolare, la Cusk racconta il trauma di passare in un battito d’ali dalla vita glamour di Londra a quella che lei definisce “una cittadina universitaria dove tutte le donne sembrano mamme pacificate”.

Come si fa riprogrammarsi? Come si può rimanere fedeli ai propri sogni, sentimenti ed esigenze, quando si inizia un nuovo – meraviglioso – ma anche totalizzante lavoro?

Click here to subscribe

‘Gestione del tempo’ di Brian Tracy, fa per te se sei alla ricerca di una visione più ampia della pianificazione e non vuoi le solite, basiche regolette.

Non si tratta infatti di un manuale con tecniche ‘salvatempo’ ma di un libro che saprà motivarti, mostrandoti il tempo e la sua gestione sotto una luce diversa e affine.

Tracy – autore, imprenditore e conferenziere – afferma che il tempo è il più grande asset che abbiamo nella vita, e saperlo gestire al meglio determina la differenza tra successo e insuccesso [io, per successo, intendo sempre dire ‘vivere la vita che si desidera’, diversa per ognuno].

La tecnica che sta alla base di una gestione efficace del tempo è il cosiddetto ‘slow thinking’, ovvero il ‘pensiero lento’. Il nostro cervello vuole farci risparmiare energie, perciò ogni azione che ripetiamo diventa per noi automatica. Capita così che siamo immersi in progetti (lavoro, sport, apprendimento) che ci assorbono moltissimo ma, dopo un po’, li portiamo avanti con il pilota automatico.

Lo slow thinking ci chiede di uscire con regolarità da ciò che stiamo facendo, come se lo guardassimo dal di fuori, per ricordarci il perchè lo stiamo facendo e dove stiamo andando. In pratica, si tratta di ricordare la nostra direzione e valutare se quello che facciamo continua a essere ottimale per perseguirla.

Un altro concetto che condivido al 100% è quello di fare progetti per il futuro, con un occhio sempre al passato. Questa è una delle chiavi per vedere la pianificazione come uno strumento sempre mutevole e perfezionabile.

L’autore ci dice che, anche se ovviamente programmiamo guardando avanti, dobbiamo regolarmente ripercorrere il periodo precedente per valutare le tecniche di pianificazione che abbiamo messo in atto. Infatti, non sempre una tecnica funziona per noi o magari richiede qualche modifica per adattarsi al meglio.

Può anche darsi che qualcosa che per un periodo ci aiuta, nel periodo successivo non sia più ottimale.

La pianificazione si evolve insieme a noi e non è un prodotto pronto, che si applica da subito con un’efficacia del 100%, per questo non esistono scorciatoie né formule magiche.

‘Perseverare è umano. Come aumentare la motivazione e la resilienza negli individui e nelle organizzazioni. La lezione dello sport’ di Pietro Trabucchi, leggilo se vuoi che la tua motivazione nel perseverare raggiunga un livello di consapevolezza che faccia davvero la differenza.

Trabucchi è uno psicologo e coach sportivo, e proprio grazie allo sport ci aiuta a ritrovare una fortissima voglia di migliorarci ma non per i rinforzi esterni.

Non si tratta infatti di ambire a premi, riconoscimenti o ‘fare bella figura’ davanti agli altri, ma di ritrovare il piacere di gareggiare con se stessi, di mettersi alla prova e superare i propri presunti limiti.

E’ necessario capire davvero e sposare il concetto di resilienza, ovvero la capacità di trovare il buono anche nelle situazioni sfidanti, di usare gli ‘errori’ come arricchimento per avvicinarci sempre di un passo al nostro obiettivo.

“Al contrario di quello che sostiene il noto detto, perseverare non è diabolico: è umano. Diabolico è rinunciare a impegnarsi, rimanere immobili, mettersi ad aspettare che la motivazione arrivi dall’esterno, non sfruttare a fondo tutte le risorse di cui gli esseri umani sono dotati. Se impegno e motivazione mettono in grado di raggiungere risultati straordinari, diabolico è sprecare questa opportunità”.

Perciò, proprio come nello sport, non è questione di talento innato. Alla fine, anche a parità di predisposizione, ciò che fa davvero la differenza è l’atteggiamento mentale e non i muscoli.

Questo libro ci chiede una predisposizione attiva verso la vita, un riconoscimento del nostro potenziale forgiato da anni di evoluzione.

Un ennesimo input a non bloccarsi per la paura di sbagliare.

A presto e buona lettura,

– Alice

Ps. Non dimenticare di taggarmi e farmi vedere quale libro hai scelto 🙂

Condividi

Lacia un commento

avatar

Start typing and press Enter to search

Shopping Cart