5 Libri consigliati per te! Maggio 2020

Come stai? Di nuovo, ci troviamo in una fase di cambiamento, con la consapevolezza che a breve tutto sarà diverso e anche noi. Infatti, quando finirà il lockdown tu non sarai più quella di prima.

Il mio invito è quello di accettare ciò che è cambiato dentro di te, coltivando gli aspetti che ti fanno stare bene e lasciando andare tutto il resto.

Ecco i miei consigli di lettura per te 🙂

 

 

‘Cervello. Manuale dell’utente: Guida semplificata alla macchina più complessa del mondodi Marco Magrini, fa per te se vuoi conoscere da vicino un congegno meraviglioso e complesso come quello che hai nella scatola cranica 🙂

Magrini – giornalista e scrittore – usa un approccio divertente e, allo stesso tempo, estremamente chiaro per spiegarci le caratteristiche del cervello: lo compara a un pc, rendendo il libro una sorta di manuale d’uso.                                                                                            

La prima parte rimane un po’ più tecnica, ma comprensibile anche per i non addetti ai lavori. Poi si passa a tutti quegli aspetti di funzionamento che accomunano tutti noi, sebbene (e questo rimane un concetto molto affascinante) ogni cervello sia diverso dall’altro.                                                                                                                           

A prescindere dall’aspetto di curiosità per la materia, penso che conoscere i meccanismi che stanno dietro ai pensieri e alle emozioni, sia di grande utilità nel cammino di presa di coscienza di noi stessi.

Una parte è dedicata anche alla ‘coscienza’, infatti, oltre al sistema sensoriale che percepisce l’ambiente e il sistema nervoso che controlla i movimenti, è la coscienza integrata che serve a riflettere e prendere decisioni, insieme all’immaginazione, il ricordo e la predizione.

Il messaggio che vale la pena sottolineare è che il cervello si può modificare, come? Lavorando su noi stessi ovviamente.

Questo cervello è la versione 4.3.7 (G–3125) di un sistema nervoso accuratamente evoluto in centinaia di milioni di anni di perfezionamenti genetici, per fornirle un’esperienza completa di vita umana su questo pianeta.

 

‘Calmo e attento come una ranocchia’ di Eline Snel, utilissimo per i bambini ma anche per i loro genitori, leggilo se vuoi riscoprire in modo semplice ed efficace la mindfulness.

Già dall’introduzione, scritta da Jon Kabat Zinn, si capisce immediatamente che questo è un vero e proprio libro di crescita personale.

I bambini, proprio come gli adulti, sono sottoposti a moltissimi stimoli, spesso troppi in proporzione all’età. 

Questo è causato dalla tecnologia sempre più presente anche in mezzo ai piccolissimi, e da uno stile di vita che si deve adattare a quello frenetico dell’adulto.

Così, la naturale predisposizione al bambino ad essere mindful (la mindfulness è la scelta consapevole e deliberata di prestare attenzione al momento presente) può avere bisogno di rinforzo.

La rana, protagonista del libro, rappresenta proprio l’essere calmi, in ascolto con il respiro e il proprio corpo, lasciando da parte il continuo pensare della mente.

Ci sono diversi spunti di riflessione e alcuni brevi racconti, ognuno seguito da esercizi che consiglio di provare anche agli adulti. 

Ad esempio, quello nel quale, bendati, si annusano vari odori per riconoscerli, oppure il ‘bollettino’ meteo delle emozioni, per riconoscere quali esatte emozioni stiamo provando nel momento presente

Una chicca è che seguendo un link presente nel libro e inserendo la password indicata, potrai scaricare 6 tracce audio di yoga per bambini, davvero molto ben fatte.

“Fu allora che io, la ranocchia, mi feci avanti. ‘Maestà, nella vita ci sono cose che non ci piacciono, ma la rabbia non serve a impedirle, nascono lo stesso. L’unica soluzione è accettarle. E a volte, con il tempo, si arriva perfino ad amarle’”.

 

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‘La rana bollita’ di Marina Innorta, leggilo se la parola ‘ansia’ ti suona fin troppo familiare.

Di nuovo troviamo una ranocchia, questa volta però in una condizione totalmente diversa…

Questo, di Marina Innorta è stato un atto di coraggio: quello di raccontare un particolare periodo della sua vita, nel quale l’ansia era giunta al culmine delle sue manifestazioni, così persistenti che un giorno l’autrice si è chiesta: “Ma devo proprio sopportare tutto questo?”.

 

Il titolo curioso richiama il principio descritto dal filosofo americano Noam Chomsky: Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. 

La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. 

La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.

L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. 

Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. 

Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone. 

 

In effetti, certe condizioni alla fine possono diventare una spiacevole ma sicura abitudine, e non è scontato decidere di prendere la propria vita in mano per uscirne.

Non si tratta di una favola con un perfetto lieto fine, ma di un racconto onesto che apre la porta su tutti quegli stati d’animo e manifestazioni fisiche create dall’ansia.

Nella mente dell’autrice ci sono quelle che lei chiama ‘le ragazze della cantina’, ovvero tutte le differenti voci interiori che lottano per ricevere attenzione.

 

E’ importante il messaggio di accettazione che si ritrova in questo libro, proprio perché il punto di partenza fondamentale è quello di accettare il problema, riconoscerlo con onestà e da lì iniziare la strada per renderlo sempre invasivo nella vita di tutti i giorni.

 

Pensieri lenti e veloci’ di Daniel Kahneman, leggilo se sei affascinata dai meccanismi della nostra mente.

Daniel Kahneman è uno psicologo israeliano, vincitore, insieme a Vernon Smith, del Premio Nobel per l’economia nel 2002. I suoi studi però possono essere utilizzati in molti altri campi oltre a quello economico e sono sicura che saranno una scoperta interessante anche per te.

Il libro spiega la differenza tra le due principali metodologie che usiamo prendere una decisione in condizioni di incertezza, ovvero il pensiero veloce e il pensiero lento.         Il primo è rapido ed intuitivo, non ci provoca dispendio di energie ma è poco accurato, inducendoci spesso a rispondere in modo errato. E’ un sistema di pensiero che ci serve nella vita di tutti i giorni.

Il secondo invece ci richiede tempo ed energie, perché è molto più accurato e si basa sulla razionalità. Eppure, anche questo sistema di pensiero è soggetto ad errore, perché è influenzato dalle informazioni che abbiamo sotto mano in quel preciso momento, oltre che dalle nostre emozioni e credenze.

Un esempio pratico (e che ti lascerà perplessa) della differenza dei due tipi di pensiero – supportato da uno studio statistico esteso – è questo: i giudici più esperti del tribunale della libertà vigilata israeliano sono fortemente influenzati dal proprio livello di appetito nel momento in cui prendono la decisione riguardo al concedere o meno la libertà vigilata a un condannato. 

Un ampio campione statistico ha dimostrato che, nei momenti più lontani dai pasti, i giudici concedono la libertà vigilata in percentuali molto più basse rispetto a quando hanno lo stomaco pieno.                                                                                                   Il sistema ‘lento’, quello che dovrebbe essere più razionale e autorevole, si lascia così sopraffare dal sistema veloce, quello più primordiale e istintivo.

In questo testo illuminante, capirai esattamente tutte le caratteristiche di questi modi di ragionare e sarai in grado di adottare strategie più efficaci per rendere i tuoi meccanismi decisionali il più accurati possibile. Questo non solo in caso di decisioni grandi e importanti, ma anche in momenti di vita quotidiana o quando devi affrontare delle spese.

 

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‘Zen 3.0: La via della meditazione’ di Carlo Tetsugen Serra, fa per te se vuoi fare un regalo prezioso al corpo, alla mente e all’anima.

Dov’è la felicità? E’ nel progresso? Nelle cose che ci circondano? Nel lavoro, famiglia, amici? 

Ti sarai resa conto che se non agiamo in questo senso, se lasciamo che ciò che è fuori di noi detti le condizioni, il nostro umore sarà sempre altalenante.

Dentro di noi è dove la felicità, quella duratura, ha il suo seme, ed è lì che dobbiamo imparare a stare.

 

Il maestro Carlo Tetsugen Serra, fondatore di 3 monasteri qui in Italia, ha creato la ‘mindfulzen’, ovvero l’unione tra la pratica terapeutica cognitiva della mindfulness con quella zen.

In poche parole, ha fuso Oriente e Occidente.

“ Le meditazioni zen e mindfulzen (sintesi tra la psicologia cognitiva della Mindfulness e l’esperienza zen) comprendono una gamma di tecniche e di approcci originari di diverse tradizioni orientali e occidentali praticabili dall’uomo moderno che vive nella complessità della sua epoca. 

La meditazione non è una condizione di trance, in cui si verifica un indebolimento o una scomparsa della consapevolezza. Non un una condizione mistica, intesa come un presentarsi involontario di immagini e visioni dal significato ‘religioso’. 

Lo scopo è diventare attenti e presenti a ciò che la propria mente sta vivendo. Ogni meditazione manifesta già il suo risultato mentre viene eseguita. 

Questa è la caratteristica della meditazione zen”.

 

Anche nella nostra vita tipicamente occidentale possiamo trovare infiniti modi per vivere il presente, per sperimentare quello stato di gratitudine e gioia che alberga in noi. Questo non ha nulla a che vedere con misticismo e religione, né tantomeno con una rincorsa a raggiungere determinati obiettivi. 

Troverai esercizi e spunti per fare molta pratica, oltre che riflessioni davvero illuminate di chi sperimenta da anni ciò di cui insegna.

 

Un abbraccio.
-Alice

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