Una nuova città per la nostra famiglia: ci siamo trasferiti a Vancouver

Quanto senti pesare le aspettative delle persone che ti circondano, sulle decisioni che prendi ogni giorno nella tua vita?

Hai mai sognato di fare qualcosa di diverso, di esplorare di più, di cominciare qualche nuova avventura, per poi sentirti subito in colpa verso qualcuno che probabilmente si aspetta altro da te?

Voglio dirti che questo è del tutto normale, questa vocina interiore che ci dice di non sognare troppo in grande, di rimanere vicini alla nostra famiglia di origine, di accontentarci di ciò che abbiamo senza pretendere di più, fa parte di ognuno noi, senza eccezioni.

Nella mia vita, ho sempre avuto la voglia di esplorare il mondo, confrontarmi con culture diverse e scoprire qualcosa di nuovo anche di me stessa, ogni volta che sono uscita dalla zona di confort di un ambiente familiare.

 

Non tutti i traslochi sono stati accompagnati dallo stesso spirito: a volte è stata necessità, altre volte è stato il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle, altre volte ancora è stato perché pensavo che quel nuovo posto mi avrebbe dato determinate cose di cui avevo bisogno.

Mi sono spesso sentita in colpa per le persone che “lasciavo indietro”, per alcune delle mie scelte, perché mi sentivo in qualche modo responsabile dei sentimenti degli altri.

Io e Micheal ci siamo da poco trasferiti a Vancouver, in Canada, lontani da entrambe le nostre famiglie d’origine e per la prima volta sento una pace totale tra presente e passato. Non mi sono lasciata nulla indietro, non ho chiuso né capitoli né rapporti umani.

Ho semplicemente preso la decisione serena e consapevole, insieme a Michael, di spostarci lì dove pensiamo di poter costruire una vita che corrisponda ai nostri valori di persone e di famiglia.

Sognare in grande non ci ha mai fatto paura. Non ci sentiamo in colpa per il desiderio di creare e plasmare un’esistenza che ci rispecchi e che si evolva insieme a noi.

Come cambiare questo paradigma mentale? E come mai ci siamo trasferiti proprio a Vancouver?

Te lo racconto qui insieme a Michael 🙂

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