‘Non hai figli, non puoi capire!’

Genitore…

Che tu lo sia o non lo sia. O Che tu lo stia per diventare.

Ti sarà forse capitato di essere inserito in una determinata categoria e che questo implicasse il non poter esprimere liberamente il tuo parere, o il sentirti giudicato in qualche modo per la tua scelta, qualunque essa fosse.

Come coppia, ci è stato fatto molto terrorismo su tutto quello che non avremmo più potuto fare una volta che fosse nato il nostro bambino. Ognuno intorno a noi aveva un’idea specifica su quello che avrebbe implicato il diventare genitori, e su come saremmo cambiati.

 Per questo mi ero messa in testa di comprare diversi libri sull’argomento, come se in qualche modo avessi potuto apprendere come essere una madre all’altezza.

Poi mi sono ascoltata, ho seguito la pancia (che non mente!) e ho totalmente rinunciato all’idea: non avrei letto nulla di specifico, ma avrei deciso strada facendo il percorso da seguire, in base a quella che sono e in base al mio bambino.

 Un anno dopo la nascita di Sebastian, Michael ed io ci siamo guardati indietro e abbiamo considerato non aver rinunciato a nulla: i nostri valori profondi non solo non sono mutati, ma si sono arricchiti di una nuova dimensione, quella di famiglia.

Abbiamo capito che, non importa cosa tu faccia, sarai sempre criticato. L’illusione del genitore perfetto ci porta a riflettere su un tema caldo di questi ultimi anni, cioè l‘over parenting’, ovvero l’eccessiva presenza della figura genitoriale all’interno della vita di un figlio, nel tentativo di avere il controllo al 100% su ciò che accade o potrebbe accadere, in un’atmosfera di innaturale sicurezza per il bambino.

Come genitori sentiamo la necessità di “annullarci” per i nostri figli, pensando che più diamo della nostra energia, più i nostri figli cresceranno bene.

Vogliamo, appunto, essere perfetti.

Crediamo che ognuno debba seguire uno stile parentale che lo rispecchi e non che sia imposto dalla società, nei limiti del buon senso naturalmente. 

 Crediamo che un genitore autentico sia anche un genitore felice, in grado di trasmettere a suo figlio tutto ciò che di buono ha imparato.

 Crediamo nel confronto solo quando serve e solo se positivo.

 Ma soprattutto, crediamo nel non giudicare il modo in cui gli altri rivestono il loro ruolo di padre e madre.

Sebastian ha da poco compiuto un anno e nel video vogliamo raccontarti tutto ciò che abbiamo capito durante questi mesi, e perché abbiamo deciso di non prendere ogni singolo dettaglio troppo seriamente 🙂

 

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