Minimalismo digitale

La filosofia minimalista afferma che per vivere felicemente, dobbiamo liberarci del superfluo: il superfluo è tutto ciò – fisico o astratto – che invece di apportare valore e benessere nella nostra esistenza, ci provoca un senso di disagio, se non di vera e propria ansia.

 Michael ed io abbiamo scelto di applicare il minimalismo in diversi campi della nostra vita (te ne parlo in questa serie di video) traendone grossi benefici. E’ stato perciò naturale fare la stessa scelta anche in un ambito che prende una significativa quantità del nostro tempo: quello digitale.

 La verità infatti è che la tecnologia è ormai parte integrante delle nostre vite e non si tratta più di una realtà a sé stante, ma di una dimensione che si è fusa con il nostro lavoro, il tempo libero e gran parte delle piccole necessità che abbiamo ogni giorno.

 Cerco una ricetta? Voglio comunicare con l’amico? Scatto una foto? Ordino una pizza? Condivido ciò che penso in questo momento?

E’ così facile metterci davanti al nostro smartphone o computer e digitare quello che ci serve.

E anche guardare la tv è diventata ormai un’esperienza digitalizzata, pensata per essere sempre più capace di tenerci incollati tra una serie e l’altra, un talent e l’altro e tutto quello che abbiamo voglia di vedere sempre lì, a nostra disposizione.

 Ma ti sei mai chiesto quante ore a settimana sono letteralmente risucchiate dal digitale?

In Italia, un adulto passa mediamente 24 ore alla settimana sul suo smartphone, e queste ore aumentano parecchio nel range di età tra i 18 e i 24 anni.

Infatti, se provi a controllare l’utilizzo delle varie app dal tuo smartphone, con grande probabilità vedrai la media giornaliera più alta di quello che ti aspetti… Ore e ore incollati allo smartphone senza rendercene conto.

 

 

Non possiamo sapere quali effetti avrà tutta questa tecnologia sul lungo termine nella nostra vita, ma di certo possiamo constatare che molti di noi hanno – di fianco a grandi benefici – anche diversi effetti collaterali: difficoltà a concentrarsi al 100% su un task solo, tendenza a controllare compulsivamente le notifiche, sensazione di non essere mai soli con se stessi, poca presenza mentale in quello che fanno e persino ansia da condivisione.

Sì, perché il condividere è diventato un imperativo, come se un’esperienza in sé non potesse avere valore semplicemente per quella che è, ma necessitasse di una sorta di legittimazione.

Ho sentito dire: “Se non è stato condiviso, non è mai accaduto”.

Non vogliamo demonizzare il digitale, perché il problema non è nel mezzo ma nell’uso che ne facciamo.

Come comportarsi allora per non avere la sensazione di essere risucchiati?

Nel video di oggi, condividiamo con te il nostro modo di applicare il pensiero minimalista alla tecnologia, per far sì che, come negli altri ambiti della nostra vita, anche il rapporto con gli schermi sia regolato dall’intenzionalità e dall’equilibrio.

Il fine ultimo è quello di non essere più schiavi dei nostri strumenti digitali ma fruitori consapevoli, in grado di sfruttare al meglio l’esperienza secondo le nostre personali necessità e scelte.

Ti aspettiamo sul canale per parlare di minimalismo digitale.

 

 

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